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AleksKuntz in Sono un'assassina
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sabato, 29 aprile 2006 Che tristezza! "Te piace secchetta? Ma più secchetta de quella? Bhè, però c'avìa dele bbelle pocce. Dritte ce l'avìa!" Birra. Profumo? Puzza? Odore. Alcohol. Quel povero ragazzo nella cabina con loro... Mi era simpatico. Lo empatizzo. Le cuffie sono un ottimo sistema di difesa, occhiali da sole per l'udito. "A me piace viaggiare in treno: si conosce un sacco di gente!" A me invece piace viaggiare in treno proprio per godermi la solitudine. Il treno non è un ascensore, dove senti il bisogno impellente (come i problemi che affliggono le orche oggigiorno) di parlare con chi ti sta di fronte. Un metro quadrato di spazio da condividere con altra gente (max 4 persone per un peso di 350 kg) per un paio di minuti eterni e silenziosamente imbarazzanti. "Dove andate? Al secondo?" "Ehm, si." "Ah, voi siete le Ragazze del Secondo!" Sorriso. Lo sguardo si abbassa per un istante, poi va al soffitto per un altro istante. Tlack. Suono dei cavi che scorrono, e scorrono, e scorrono. La lucetta verde spegne il tasto con la lettera T. I cavi scorrono, e scorrono, e scorrono. La lucetta verde accende il numero 1. L'energia si trasforma scorrendo. Non si crea, non si distrugge, ma si trasforma. E se si sperde calore cosa c'importa? Ora dobbiamo sorridere e l'unica cosa che ci preme davvero è trovare qualcosa da dire, un argomento decente per intavolare un discorso che deve avere una durata massima di mezzo minuto. Sorriso. Lo sguardo si abbassa per un istante, poi va al soffitto per un altro istante. Non sorridere e basta, idiota! Pensa a qualcosa, parla! Sorriso. Lo sguardo si abbassa per un istante, poi va al soffitto per un altro istante. L'energia si trasforma di nuovo. Ora è il 2 ad essere illuminato. Finalmente. Frenata. Rinculo (come in treno). Tlack. "Eccoci!" Sorriso. Lo sguardo si abbassa per un istante, poi va al soffitto per un altro istante. Si aprono le porte - o apri le porte -, "Arrivederci!", e torni ad essere libero. Finalmente. A meno che tu non sia il Leader, non abbia la maglia color giallo ascensore e non ti mimetizzi, lasciando in esso un pezzetto di te, per sempre. E sempre. E sempre. delirio di: shadowysoul alle ore 12:59 | link | commenti (2) | commenti (2) (popup) |
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Per una settimana ho vissuto “solo” nella vita reale. Il mio alter ego virtuale non ha avuto modo di esprimersi e sembra rifiutarsi di venir fuori ora che ha la possibilità di farlo… Forse non lo fa perché sa già che sarà costretto al silenzio per molto altro tempo. Tempo. In questo periodo mi manca. Molto. In questo periodo mi sento talmente occupata che avrei bisogno di avere dei cloni per riuscire a far tutto quello che vorrei. Una persona un paio di giorni fa mi ha detto che se non riesco a moltiplicare me stessa, non devo preoccuparmi: il vero segreto sta nel moltiplicare il tempo che abbiamo a nostra disposizione. Sfruttare ogni secondo come se ne fossero quattro. Dare tutto in ogni singolo istante –vorrei strapparmi il cuore-, per non aver rimpianti alla fine. Senza lasciare niente indietro…
Bhè, io non ci riesco. Sarò stupida (probabile), sarò pigra (sicuro!), ma non ci riesco. Devo godermele le cose. Ci devo mettere tutto il tempo di questo mondo e gustarmi ogni piccolo particolare che mi trovo di fronte. Qualsiasi cosa io stia facendo. Sono i particolari che creano i ricordi. E soprattutto sono quegli stessi particolari che li riportano in superficie, anche quando sembravano definitivamente dimenticati, belli o brutti che siano.
Sarò a Nettuno questo finesettimana. Ci sono stata altre volte, ma questa sarà diversa dalle altre, come sempre. La prima volta ho scoperto il sole tramontare sul mare: in the dusk ho ritrovato la pace dopo aver dovuto affrontare un uomo che mi ha sconvolto. Un’altra volta ho scoperto che dietro a una maschera che non mi piace potrebbe celarsi anche l’ottava meraviglia del mondo (facciamo nona o decima… giusto per rimanere nella modestia…). Vedremo questa volta cosa mi riserverà la cittadina dal cimitero americano. delirio di: shadowysoul alle ore 12:09 | link | commenti (2) | commenti (2) (popup) |
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mercoledì, 26 aprile 2006 I NeEd TiMe delirio di: shadowysoul alle ore 10:22 | link | commenti | commenti (popup) |
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venerdì, 21 aprile 2006 Sensazione di infinita precarietà. Incomprensioni. I soliti problemi che si riaffacciano e che faccio finta di non vedere. Spossatezza. Quella bellissima sensazione di esser piena di cose da fare, ma senza la minima voglia di farle. Ho rinunciato a una delle cose che mi spingeva ad andare avanti. Non so ancora bene per quale motivo. Forse semplicemente sto subendo gli effetti collaterali della primavera e degli ormoni. E' una sensazione che non mi piace. Affatto. Inadeguatezza. In ogni campo. In ogni caso. Con chiunque. Non va bene. In troppi contano su di me e io non mi sento più in grado di esaurire le loro aspettative. Deludo. Sempre più spesso. E sempre più spesso me ne frego. Peggioro sempre di più e sento di non potere (volere) farci niente. Ma il delirio continua lo stesso: Doragaja, tu puoi infilarti dove vuoi! Basta che non indossi i boxer con gli elefantini, altrimenti ti lascio. Rubo. Stampe, fogli e traduzioni. Ho bisogno di riempire lo stomaco e di riempire la mente. Ma ora, più di ogni altra cosa, ho bisogno di soffocare nel sole. ps= valja mi contagia. delirio di: shadowysoul alle ore 11:58 | link | commenti (10) | commenti (10) (popup) |
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VITTORIO ALFIERI: L'INCARNAZIONE DELLA MODESTIA
Io perciò ingenuamente confesso, che allo stendere la mia propria vita inducevami, misto forse ad alcune altre ragioni, ma vie piú gagliardo d'ogni altra, l'amore di me medesimo.
Il nascere della classe dei nobili, mi giovò appunto moltissimo per poter poi, senza la taccia di invidioso e di vile, dispregiare la nobiltà di per sé sola, svelarne le ridicolezze, gli abusi ed i vizi; ma nel tempo stesso mi giovò non poco la utile e sana influenza di essa, per non contaminare mai in nulla la nobiltà dell'arte ch'io professava. Il nascere agiato, mi fece libero e puro; né mi lasciò servire ad altri che al vero.
Disgrazia mia (ma forse fortuna d'altri) che io in quel tempo non avessi nessunissimo mezzo né possibilità oramai di stendere in versi i miei diversi pensieri ed affetti; [...] io mi contentava di ruminar fra me stesso, e di piangere alle volte dirottamente senza saper di che, e nello stesso modo di ridere: due cose che, se non sono poi seguitate da scritto nessuno, son tenute per mera pazzia, e lo sono; se partoriscono scritti, si chiamano poesia, e lo sono.
L'ho scritta anche in parte per consolazione dei tanti altri autori presenti e futuri, i quali per una qualche loro fatal circostanza si trovano, e si troveranno pur troppo sempre i piú, vergognosamente sforzati a disonorar le lor opere e sé stessi con dediche bugiarde.
...ed ebbi anche la moderazione e la generosità di non dare a quel buon galantuomo l'inutile mortificazione, ch'egli si sarebbe pur meritata; di lasciargli cioè intendere, che i loro dispacci e diplomazie mi pareano, ed eran per certo, assai meno importante ed alta cosa che non le tragedie mie o le altrui.
Dopo averlo ricopiato, giacché mi trovava ingolfato nel parlar di me, pensai di continuare a descrivere questi tredici anni, nei quali mi pare anche di aver fatto pur qualche cosa che meriti d'essere saputa.
Nel Misogallo, che sempre andava crescendo, e che anche ornai d'altre prose, io aveva riposto la mia vendetta e quella della mia Italia; e porto tuttavia ferma speranza, che quel libricciuolo col tempo gioverà all'Italia, e nuocerà alla Francia non poco.
delirio di: shadowysoul alle ore 11:27 | link | commenti (3) | commenti (3) (popup) |
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martedì, 18 aprile 2006 BARBIE GIRL ... I'm a barbie girl, in the barbie world ... Se siete giù per qualsiasi motivo, in questa triste giornata grigia e nebbiosa, guardate qui. Non ve ne pentirete! delirio di: shadowysoul alle ore 18:56 | link | commenti (5) | commenti (5) (popup) |
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lunedì, 17 aprile 2006 Era ormai un mese che non ci vedevamo. Sentirci solo per telefono era stato esasperante. Avevo così tante cose da dirgli, così tante cose da chiarire. Finalmente il momento sarebbe arrivato: saremmo usciti insieme, noi due soli, come non facevamo da tanto, troppo tempo. Una pizza, mangiata in silenzio, e la fine di tutto è arrivata. Lui ha fatto la fatidica domanda, quella che stavo aspettando, quella che mi avrebbe liberato di tutto il peso che mi opprimeva da mesi: "Cosa c'è che non va?" L'elenco delle piccole - e grandi - cose che non sopportavo più di lui è sgorgato fuori dalla mia bocca come un fiume incontenibile, portando pian piano via con se tutta l'angoscia e la rabbia. Lui non parlava, non rispondeva, fissava il tavolo. Riusciva solo a consigliarmi di stare calma, sapendo benissimo che quel consiglio era rivolto a se stesso. "Quindi cosa vuoi fare?" Mi aspettavo anche questa domanda. Ne conoscevo benissimo la risposta, ma in quel momento, la voce mi è mancata. Per tutto il resto della serata non avevo fatto altro che parlargli con una sincerità mista a spietatezza che non avevo mai avuto con nessuno, ed ora, ora che avevo bisogno di continuare ad essere sincera e spietata allo stesso modo, non riuscivo a pronunciare neanche una sillaba. Tutta la tensione che sembrava essersi sciolta si andava ricondensando ora, lentamente, in lacrime... I miei occhi hanno parlato per me e mi hanno risparmiato lo sforzo di produrre alcun suono. "Vuoi lasciarmi". Sentirlo pronunciare con così tanta leggerezza quelle due parole ha innescato in me una reazione assolutamente inaspettata. Avrei potuto aspettarmi disperazione, angoscia, magari anche senso di colpa, ma quello che mi ha fatto scoppiare a piangere è stato semplicemente un enorme senso di sollievo. Mi sentivo assolutamente libera, sciolta da ogni legame. Un palloncino che improvvisamente fugge via dalle mani di un bambino. Un bambino che fino a quel momento aveva contemplato il suo tesoro - fluttuante nell'aria-, guardandolo dal basso - saldamente piantato a terra-, sapendo benissimo che sarebbe potuto volar via da un momento all'altro se non fosse stato attento, se non avesse stretto con tutte le sue forze il filo che gli permetteva di tenerlo legato a lui. Ora quel palloncino sta ancora volando, lasciandosi trasportare dalle folate di vento che incontra sulla sua strada, senza sapere quale sarà il suo destino... delirio di: shadowysoul alle ore 23:39 | link | commenti (8) | commenti (8) (popup) |
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domenica, 16 aprile 2006 Avana e Coca. Agnese mi ha accompagnato, insieme a Barbie, nei misteriosi meandri della mente di due ragazzi: il sesso la fa da padrone. Sesso, sexy, sensualità... Avana e Coca. Improvvisamente mi sono ritrovata al centro dell'attenzione. Sola. Circondata da ragazzi. Con il sorriso sulle labbra e una disinvoltura che non sentivo più mia da troppo tempo. Era molto che non provavo quella sensazione....Mi son divertita. Avana e Coca. Stasera ho riscoperto (ancora più volentieri) un'altra sensazione: quella si essere sola sulla faccia della terra. Anche se per poco. Essere isolata, lontana anni luce da qualsiasi altro essere, vivente e non, che condivide il mio spazio su questo pianeta. Catapultata improvvisamente e violentemente in un'altra dimensione difficilmente descrivibile ed incredibilmente piacevole. Soddisfazioni e sorrisi a volontà. Avana e Coca. "Voglio dire, cosa c'è di meglio del sesso? Di sicuro anche il peggiore pompino è meglio per esempio che annusare la rosa più bella del mondo o guardare un tramonto straordinario. O veder ridere i bambini. Non credo che leggerò mai una poesia così dolce come un caldo, formidabile, esplosivo orgasmo". (Choke, Chuck Palahniuk) Con te, che sei Semplicemente Romantica e che Sei brava a far l'amore (aahh aaahhh), cammino lungo la strada. Adesso - ora che ti senti sola - adesso la tua vita ha un prezzo. Ma guardando il cielo stanotte, ti accorgerai che una stella non brilla più per te: domani mattina io non ti sveglierò. Anche se in ogni signolo istante vorrei strapparmi il cuore e vorrei sentire la tua voce ancora una volta - ancora una volta - non ti chiamo perchè non voglio rovinarti la sorpresa. Insegnami a studiare. Insegnami ad amare. Prima di prendere ognuno la nostra strada. delirio di: shadowysoul alle ore 05:56 | link | commenti (5) | commenti (5) (popup) |
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sabato, 15 aprile 2006 You better take care of me Lord, if you don't, you're gonna have me on your hands. (Johnny Deep as Raoul Duke in Fear and Loathing in Las Vegas) Siamo tutti pronti a vivere la nostra vita, in un modo o nell'altro... Le pillole di saggezza che il destino ti offre sono infinite e sempre inaspettate, soprattutto di notte - la notte porta sempre consiglio, in teoria. Basta evitare di portarlo a Chuck Norris. Tutto non è mai come sembra. Mezz'ora di disquisizioni ed elucubrazioni, il tutto alle due di notte di fronte al nostro bar. Litigata interrotta, per fortuna. Sarebbe finita male. Sergio di Rio ha colpito per tutta la sera, sempre con la stessa canzone, fino all'apice del Gioca Jouè. Almeno per stasera, però, nessuna minaccia di morte da parte sua. A nessuno. Che io sappia. Le foto e il libro sono tornati da me, significa molto: il passato non mi abbandona e non lo farà mai, i guess. Pennac mi sta aspettando, insieme ad Alfieri. italians do it better, ma stasera mi ispira di più la Francia... No, non sono stata io. Non l'ho detto io. France sucks. delirio di: shadowysoul alle ore 02:31 | link | commenti (9) | commenti (9) (popup) |
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Hello Sir delirio di: shadowysoul alle ore 01:27 | link | commenti | commenti (popup) |